L'illuminazione di emergenza negli eventi : UPS/Soccorritori , Lampade , Gruppi Elettrogeni e Torri Faro

L'illuminazione di emergenza , anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca e al rischio terrorismo , sta rivestendo un ruolo sempre più critico nell'organizzazione di eventi come concerti , comizi , feste , sagre , fiere ed esposizioni .

A differenza degli impianti elettrici fissi , installati in locali il cui impianto elettrico viene progettato e certificato ai sensi del DM 37/08 una volta per tutte , molto spesso per gli eventi sono previsti impianti elettrici temporanei , che vengono progettati , installati prima dell'evento e disinstallati al termine dello stesso : è necessario quindi che , ogni volta , vengano esaminati ed approvato dalla Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo CCVLPS , che può avere carattere comunale o provinciale , la quale può anche negare l'autorizzazione o vincolarla all'esecuzione di opportune modifiche all'impianto.

In alcuni casi di manifestazioni con presenza di poche persone ( meno di 200 posti a sedere ) o senza lo stazionamento delle stesse , il comune può non convocare la commissione di vigilanza , ma l'autorizzazione della manifestazione ( che avvenga tramite SCIA ai sensi del D.Lgs. n. 222/2016o tramite rilascio di agibilità pubblico spettacolo ai sensi dell'art.69 TULPS ) è comunque necessario che gli impianti abbiano la dichiarazione di conformità e in alcuni casi anche la relazione di un professionista.

Di seguito sono riportate le soluzioni che , in numerosi anni di attività nel settore dei noleggi per gli eventi , ci sono state chieste dai clienti in base alle indicazioni del progettista e alle prescrizione della vigilanza pubblico spettacolo :

- Lampade di emergenza autonome : le lampade di emergenza autonome sono lampade appositamente pensate per fornire , in caso di assenza di tensione , l'illuminazione necessaria con l'autonomia richiesta dalle norme ( almeno 1h ) , grazie a delle batterie montate nell'apparecchio. Questa soluzione è tra le più adottate nelle installazioni fisse e nei luoghi al chiuso , ma negli spazi aperti e molto grandi è spesso necessario un numero di lampade troppo grande per assicurare l'illuminamento richiesto , pari a 5 Lux nelle vie di fuga . In molti casi questa soluzione diventa economicamente sconveniente , anche considerando la disponibilità inferiore di noleggiatori di lampade di emergenza rispetto ai noleggiatori di gruppi elettrogeni e torri faro . La ENG Service dispone comunque nei propri punti nolo di uno stock di lampade di emergenza destinate al noleggio . 


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- UPS/Soccorritore : il soccorritore è un particolare UPS pensato appositamente per attivarsi in assenza di tensione , con tempi di intervento non percepibili dalle persone presenti all'evento. Si può ottenere da un normale UPS tramite un contattore normalmente aperto , che si chiuda al verificarsi dell'assenza di tensione di rete.

Il vantaggio del soccorritore è che si possono utilizzare per l'illuminazione di emergenza anche gli stessi corpi illuminanti dell'illuminazione ordinaria , purché raggruppati su apposite linee prioritarie che afferiscono appunto all'uscita del soccorritore. Per questo motivo , spesso la commissione di vigilanza autorizza anche l'uso di normali UPS , la cui uscita è sempre sotto tensione , facendo in modo che l'illuminazione delle uscite di sicurezza sia permanentemente accesa e , all'assenza della tensione principale , resti l'unica accesa.

Lo svantaggio dell'UPS/Soccorritore è che l'autonomia richiesta di 1h , in caso di un elevato numero di lampade , richiede il sovradimensionamento in kW dell'UPS rispetto ai kW complessivi dell'illuminazione o il ricorso ad armadi di espansione delle batterie ( battery pack ) . Questo problema si riduce notevolmente quando l'illuminazione considerata impiega lampade a Led o ad alta efficienza.

Un buon compromesso si può ottenere combinando l'uso dell'UPS/Soccorritore ad un gruppo elettrogeno : l'UPS garantisce i tempi di intervento immediati e l'autonomia per i primi minuti di intervento. Collegandolo a valle di un generatore , con avviamento tramite quadro automatico LTS o manuale con un operatore sempre presente , dopo alcuni minuti l'intervento del gruppo elettrogeno permette all'UPS di garantire l'autonomia necessaria senza sovradimensionare le batterie.



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- Gruppo Elettrogeno : il gruppo elettrogeno può essere utilizzato , come detto sopra , in combinazione con l'UPS per prolungarne l'autonomia oppure alimentando in modo permanente le linee dell'illuminazione dedicate all'emergenza. Trattandosi di una sorgente alternativa a quella primaria ( che può essere la rete di distribuzione oppure un altro gruppo elettrogeno ) , questa soluzione viene spesso autorizzata dalle commissioni di vigilanza in considerazione della probabilità molto bassa che entrambe le sorgenti di energia vengano meno contemporaneamente.

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- Torre Faro : le torri faro sono sistemi di illuminazione mobile provviste di fari , di un palo telescopico e , quasi sempre , anche di un gruppo elettrogeno. Ve ne sono comunque anche prive di generatore qualora si voglia utilizzare un'altra sorgente di energia come un gruppo elettrogeno esistente. La loro utilità nell'illuminazione di emergenza è data dall'estrema praticità di utilizzo , perché non è necessario cablare o collocare lampade dedicate all'illuminazione di emergenza ma semplicemente collocare la torre faro in baso al progetto illuminotecnico. Inoltre , montando fari piuttosto potenti posti ad altezze superiori ai 5 metri , sono in grado di illuminare anche grandi aree come parcheggi , stadi , piazze.

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Alcune referenze ENG Service nel noleggio UPS nel 2018 : MMS Milano ( Finale Champions League ) Mille miglia ( padiglione di Brescia ) , Discoteca Cocoricò , Festa delle Streghe di Corinaldo , Festa degli Sprevengoli di Ostra , Ecowatt Vidardo , Prando SRL .

 

Faq gruppi elettrogeni - Domande Frequenti per chi cerca informazioni per comprare o affittare un generatore di corrente

Al momento di acquistare o noleggiare un gruppo elettrogeno ci sono alcune domande che l'utente medio si pone e che il venditore/noleggiatore non deve dare per scontate. Ne abbiamo raccolte alcune qui di seguito , con le relative risposte.

1) Gruppi elettrogeni e gruppi di continuità sono la stessa cosa ?

2) Che differenza c'è fra energia con tensione trifase ed energia con tensione monofase ?

3) Ho davvero bisogno di un gruppo elettrogeno trifase ? Che relazione c'è fra un gruppo elettrogeno monofase ed uno trifase ?

4) Che differenza c'è un gruppo elettrogeno a 3.000 giri al minuto ed uno a 1.500 giri al minuto ?

5) Cos'è un regolatore elettronico di tensione ? 

6) Quando è necessario scegliere un gruppo elettrogeno con AVR ?

7) Cos'è la corrente di spunto o potenza di spunto ?

1) Gruppi elettrogeni e gruppi di continuità sono la stessa cosa ?

Assolutamente no. Letta da un addetto ai lavori questa domanda potrebbe sembrare banale , quasi un'eresia , invece viene spesso fatta confusione dai neofiti . Iniziamo col dire che sia il gruppo elettrogeno che il gruppo di continuità servono a fornire energia in caso di assenza di tensione di rete , ma con scopi completamente diversi :

Il gruppo di continuità , detto anche UPS , serve ad assicurare l'assenza di "buchi di tensione" anche di poche frazioni di secondo per quelle utenze che non possono tollerare queste brevi assenze di energia : personal computer , server , apparati di rete e in generale apparecchiature elettroniche. Per contro l'autonomia di un gruppo di continuità è molto più breve di quella di un gruppo elettrogeno : basandosi su batterie , l'UPS è in grado di assicurare autonomia solo per qualche decina di minuti , al massimo qualche ora. 

Viceversa i gruppi elettrogeni sono in grado di assicurare l'energia elettrica in caso di lunghe interruzioni della tensione di rete ( distacchi ENEL , blackout , calamità , località isolate , ecc ) ma essendo basati su componenti meccanici come il motore i tempi di intervento sono decisamente più lunghi , dell'ordine dei secondi , ovvero tempi di intervento "meccanici" a differenza dei tempi di intervento "elettronici" degli UPS .

In ultima analisi , un gruppo elettrogeno è una apparecchiatura elettromeccanica , un gruppo di continuità è una apparecchiatura elettronica , differenza che si percepisce sia esteticamente sia , a parità di potenza , a livello di ingombro. 

Un gruppo di continuità o UPSun gruppo elettrogeno o generatore di corrente

2) Che differenza c'è fra energia trifase ed energia monofase ?

L'energia trifase viene erogata ad una tensione di 400 V tramite prese a 4 o 5 poli ( presa rossa ) , a seconda della presenza o meno del conduttore di neutro .

L'energia monofase viene erogata ad una tensione di 230 V tramite prese a 2 o 3 poli , a seconda della presenza o meno del conduttore di protezione ( volgarmente detto "terra" ). Le prese monofase sono quelle di colore blu o quelle bianche di tipo civile ( prese , biprese e prese Schuko )

Volendo semplificare molto , se dovete alimentare un'abitazione o un'utenza civile , molto probabilmente avrete bisogno di energia monofase , a meno che non si tratti di una grande villa o un grande condominio. Se dovete alimentare un'utenza industriale , molto probabilmente avrete bisogno di energia trifase.

Le prese trifase sono quelle rosse , le monofase blu o bianche come nelle normali abitazioni

3) Ho davvero bisogno di un gruppo elettrogeno trifase ? Che relazione c'è fra un gruppo elettrogeno monofase ed uno trifase ?

Spesso , sempre nelle domande poste al nostro servizio clienti , molti chiedono un generatore trifase quando sarebbe sufficiente un monofase  .

La risposta fondamentale è che è necessario chiedere un gruppo trifase solamente se si devono alimentare utenze trifase.

Infatti , mentre un generatore monofase eroga tutta la sua potenza sulle prese monofasi ( blu ) , un generatore trifase è in grado di erogare sia potenza trifase che monofase ( è quindi dotato sia di "prese rosse" che di "prese blu" ) , ma ha il grosso svantaggio la potenza erogata da un generatore trifase è da ripartirsi su 3 fasi , quindi ad esempio un gruppo elettrogeno da 9 kW può erogare solo 3kW su ciascuna fase .

Paradossalmente , scegliere un gruppo elettrogeno da 9 kW trifase potrebbe non essere sbagliato se si deve alimentare un carico di 4 kW monofase , perché lo stesso potrà erogare al massimo 3 uscite monofase da 3 kW. Per lo stesso carico , invece , potrebbe essere sufficiente un generatore monofase da 4 kW ( al netto degli spunti ).

4) Che differenza c'è un gruppo elettrogeno a 3.000 giri al minuto ed uno a 1.500 giri al minuto ?

La differenza è sostanziale perché i generatori a 1.500 giri al minuto sono pensati per lavorare anche per lunghi periodi senza presentare problemi. Per lunghi periodi intendiamo anche settimane o mesi .

I gruppi elettrogeni a 3.000 giri al minuto , invece , lavorando ad un regime più alto , sono pensati per lavorare possibilmente per periodi che non superino qualche giorno di uso continuativo. 

Spesso il discrimine fra un 3.000 giri ed un 1.500 giri è la potenza : sotto i 10 kW è frequente trovare gruppi elettrogeni a 3.000 giri , mentre sopra i 10 - 15 kW , si hanno quasi sempre generatori a 1.500 giri . 

Questo si riflette spesso in una differenza di prezzo , soprattutto per i generatori più piccoli : essendo meno diffusi , i generatori portatili a 1.500 giri sono più difficili da trovare e quindi più costosi a parità di potenza rispetto ai 3.000 giri

5) Cos'è un regolatore elettronico di tensione ? 

L'AVR ( Automatic Voltage Regulator ) è il regolatore elettronico di tensione , un componente che associato all'alternatore permette di fornire una tensione stabile entro un determinato range di valori rispetto ai 230V o 400V nominali . Esclude quindi le variazioni di tensione , soprattutto nei regimi transitori.

6) Quando è necessario scegliere un gruppo elettrogeno con AVR ?

Quando si devono alimentare apparecchiature elettroniche che possono presentare malfunzionamenti o guasti se la tensione di ingresso non è particolarmente stabile.

Attenzione : per stabilità di tensione si intende il valore in Volts , non l'assenza di "buchi di tensione" . Se l'apparecchiatura , come nel caso di Computer o apparecchiature di rete , oltre a non tollerare sbalzi di tensione , non tollera neanche assenze della tensione per frazioni di secondo , è necessario mettere a monte dell'apparecchiatura un UPS

7) Cosa sono corrente di spunto , potenza di spunto e coefficiente di spunto ?

La corrente di spunto è la corrente iniziale richiesta dall'apparecchiatura alimentata dal gruppo elettrogeno per potersi avviare o per superare particolari fasi transitorie ( arresto-ripartenza nel caso di motori ).

Per particolari apparecchiature elettromeccaniche come pompe , compressori e apparecchiature con motori elettrici può essere anche 4 o 5 volte superiore alla corrente nominale ( e quindi la potenza di spunto rispetto alla potenza nominale ). Di questo fatto andrà tenuto conto in fase di dimensionamento del gruppo elettrogeno.

Il rapporto fra la potenza necessaria allo spunto e la potenza richiesta dall'apparecchiatura a regime , che coincide col rapporto fra corrente di spunto e corrente a regime , perché potenza e corrente sono proporzionali , viene detto coefficiente di spunto.

Ad esempio , se una pompa di 2 cavalli HP allo spunto arriva a richiedere 8 cavalli , il coefficiente di spunto della pompa è pari 4 .

Sei un'azienda o un privato e hai necessità di affittare un gruppo elettrogeno ? Guarda la lista dei gruppi elettrogeni disponibili a noleggio oppure , per richiedere un preventivo , contattaci al (+39) 333 2527289 o compila il seguente modulo : 

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Come alimentare un'abitazione non servita da rete elettrica con gruppo elettrogeno e impianto fotovoltaico

L'alimentazione elettrica di strutture agricole o turistiche in zone non servite dalla rete elettrica necessita di considerare alcune variabili di progetto rispetto ad un progetto di impianto ordinario :

1) bisogna scegliere e dimensionare il sistema di alimentazione limitando al minimo indispensabile la potenza e l'autonomia per non aggravare i costi di installazione e di gestione

2) l'impedenza del generatore rispetto a quella degli utilizzatori non è trascurabile e quindi si presentano problemi di caduta di tensione e di correnti di guasto che influenzano i criteri di scelta e dimensionamento delle protezioni.

La determinazione del sistema di alimentazione richiede uno studio preliminare sia dei dati di utenza sia della reperibilità dell'energia primaria ( sole per il fotovoltaico , carburante per il gruppo elettrogeno ).

Le esigenze di utenza riguardano :

A) il tipo di corrente impiegabile ( continua , alternata con forma d'onda più o meno deformata e frequenza più o meno costante )
B) il valore della tensione di esercizio con le relative tolleranze
C) la potenza di regime
D) la potenza di punta
E) la potenza media di un determinato periodo
F) il consumo energetico medio in un periodo da stabilire in funzione delle circostanze
G) l'autonomia del sistema

La scelta delle fonti di energia primaria dipende , oltre che dalle esigenze dell'utenza , dall'ubicazione dell'utenza da elettrificare e dalla risorse finanziare a disposizione per l'installazione e per l'esercizio. Per modeste strutture che richiedono potenze massime dell'ordine della decina di chilowatt ( kW ) per alimentare utenze di tipo domestico con consumi di qualche chilowattore ( kWh ) settimanale i generatori utilizzabili sono di tre tipi :

1) gruppi elettrogeni ad avviamento e regolazione automatica
2) gli impianti fotovoltaici
3) le miniturbine idrauliche

Gruppi Elettrogeni in servizio continuo , in emergenza o in parallelo

Un aspetto importante da considerare , quando ci si accinge a noleggiare o acquistare un gruppo elettrogeno è il tipo di carico che andremo ad alimentare in base alla continuità di servizio.

1) Se il generatore andrà ad alimentare direttamente un'utenza , in alternativa alla rete elettrica , si dice che il Gruppo Elettrogeno lavorerà in servizio continuo. Alcuni casi di carichi che possono richiedere un generatore in servizio continuo sono :

- l'alimentazione di utenze poste in luoghi non raggiunti alla rete elettrica ( esempio : ripetitori radio , baite in montagna , ecc )
- l'alimentazione di carichi temporanei o di nuova installazione di potenza eccedente la potenza disponibile della rete elettrica ( esempio : nuove macchine industriali o motori elettrici particolarmente grandi )
- sospensione del servizio della rete elettrica per qualsiasi motivo ( cambio gestore , contenziosi , ecc )

2) Se il generatore dovrà funzionare in soccorso alla rete elettrica , intervenendo solo quando questa viene a mancare , si parlerà di Gruppo Elettrogeno in servizio di Emergenza o più semplicemente Gruppo Elettrogeno in emergenza.

In questo caso si dovrà tenere conto di due aspetti molto importanti , entrambi legati al tempo di commutazione dalla rete elettrica al generatore :

- se il carico è in grado di tollerare l'assenza di alimentazione dell'ordine da qualche minuto a qualche ora , si potrà optare per la commutazione manuale , ovvero la commutazione sarà effettuata manualmente da un operatore agendo su un commutatore posto in un quadro di scambio manuale

- se il carico è così prioritario da non poter consentire buchi di alimentazione dell'ordine dei minuti , sarà necessario prevedere un quadro di commutazione automatica che , come dice il nome stesso , commuti automaticamente dalla rete elettrica al generatore . Anche in questo caso è comunque il caso di far notare che si tratta di una commutazione elettromeccanica , che presenta comunque tempi di commutazione che vanno dal secondo alle frazioni di secondo. Qualora si preveda l'alimentazione di sistemi elettronici che non tollerano questi tempi di interruzione , andrà previsto apposito gruppo di continuità UPS a monte del quale avverrà la commutazione fra rete e gruppo elettrogeno.

2) Se infine il carico da alimentare è così fondamentale da non poter in alcun modo tollerare la possibilità dell'assenza sia della rete elettrica che del gruppo elettrogeno ( pensiamo al caso degli ospedali o di grandi concerti e manifestazioni sportive che coinvolgono decine di migliaia di persone ) , sarà bene prevedere un ulteriore generatore in emergenza da collegare in parallelo al gruppo elettrogeno stesso.

Se non hai trovato la risposta che cercavi o vuoi approfondire , ti consigliamo di consultare le FAQ ( Domande frequenti ) poste al nostro servizio clienti  

Le principali norme e leggi sui gruppi elettrogeni

Le norme che regolano il settore dei gruppi elettrogeni sono sostanzialmente di tre tipi :

1) norme di prodotto , che riguardano principalmente i produttori di generatori elettrici , ma che è bene che l'utilizzatore finale conosca per avere la certezza che il gruppo elettrogeno sia conforme e certificato CE.

Esempi di questo primo gruppo di norme sono :

- Direttiva Macchine 2006/42/CE modifica della direttiva 95/16/CE (rifusione)
- Direttiva Bassa Tensione 2006/95/CEE (ricodifica della Dir. 73/23/CE recepita in Italia dalla Legge 791/77)
- Direttiva Compatibilità Elettromagnetica 2004/108/CE (dir. 89/336/CEE recepita in Italia dal D.L. 476/92)

2) norme per l'installazione elettrica . Si tratta di tutte quelle norme riguardanti i sistemi elettrici , principalmente edite dal CEI o recepimento di direttive CEE , perché in ultima istanza da un gruppo elettrogeno ha comunque origine un impianto elettrico , che come tale deve sottostare alle normative di settore.

Di queste norme si devono occupare il progettista e l'installatore di fiducia del cliente.

3) altre norme per l'installazione , relativa ad esempio a prescrizioni di prevenzione degli incendi e di prevenzione degli infortuni sul lavoro.

In questo terzo gruppo , quella che riguarda esclusivamente i gruppi elettrogeni e che va conosciuta è la regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione di motori a combustione interna accoppiati a macchina rotante , contenuta nel D.M. 13 Luglio 2011 .

Per quanto riguarda l'utilizzo nei luoghi di lavoro, il testo normativo più importante è sicuramente il D.Lgs 81/2008 : in particolare , in caso di noleggio , l’art. 72 comma 2 del D.Lgs.81/08 prevede che chiunque noleggi attrezzature di lavoro senza operatore debba acquisire e conservare per la durata del noleggio la dichiarazione del datore di lavoro (committente), che riporti l'indicazione dei lavoratori incaricati dell'uso delle attrezzature, i quali devono risultare adeguatamente formati.

Che cos'è un gruppo elettrogeno. Come è fatto un generatore elettrico

In questa pagina spieghiamo cos'è un gruppo elettrogeno a potenziali clienti che sono completamente principianti e ritengono necessario un approfondimento che parta dalle nozioni essenziali . Dalle richieste che vengono poste al nostro ufficio commerciale spesso infatti il cliente è completamente all'oscuro di cosa sia un generatore elettrico fino a che non si presenta l'esigenza di acquistare o affittare un gruppo elettrogeno , tanto da confonderlo con i gruppi di continuità o UPS , che servono invece a tutt'altro scopo.

Un gruppo elettrogeno o generatore elettrico è una macchina elettromeccanica in grado di produrre energia elettrica a partire dall'accoppiamento fra un motore a combustione e un alternatore . I componenti del gruppo elettrogeno sono quindi :

- il motore , che genera l'energia meccanica a partire dal combustibile
- l'alternatore , che converte l'energia meccanica in energia elettrica
- il quadro elettrico , che si occupa di distribuire l'energia elettrica prodotta dall'alternatore in modo sicuro , provvedendo cioè sia alla protezione dei componenti del generatore ( allarmi olio , temperatura , carburante , ecc ) sia alla protezione delle utenze che sono alimentate ( interruttore magnetotermico e differenziale , interruttore arresto di emergenza , prese interbloccate , ecc ) . Nei gruppi elettrogeni automatici o con intervento automatico , il quadro può anche svolgere la funzione di verifica della presenza della tensione di rete e avviare automaticamente il gruppo elettrogeno in caso di assenza di tensione. Tali quadri vengono detti anche quadri automatici di commutazione. Per differenziarlo da un quadro automatico , il quadro elettrico di un generatore classico viene anche detto quadro manuale , seppure impropriamente.
- il basamento , su cui sono fissati , motore , alternatore e quadro . Il basamento è presente in tutti i gruppi elettrogeni sia di tipo aperto che chiuso, può essere fisso o montato su ruote e quindi carrellato.
- la cofanatura , presente solo nei gruppi elettrogeni chiusi , che in molti casi si occupa anche , attraverso materiali fonoassorbenti , di assicurare l'insonorizzazione. In questo caso il gruppo elettrogeno si dice silenziato o insonorizzato.

Il motore a combustione può essere : 

- motore a scoppio , alimentato a benzina , solitamente per generatori elettrici di potenza fino a 12 kVA ( pari a circa 10 kW ) . Per i gruppi elettrogeni a benzina fino a 2-3kW solitamente il motore è un benzina a due tempi , mentre per i gruppi elettrogeni fino a 10 kW si tratta solitamente di generatori a benzina quattro tempi. Solitamente i generatori a benzina sono a 3.000 giri / minuto ( RPM , revolutions per minute ).
- motore diesel , alimentato a gasolio , solitamente per gruppi elettrogeni dagli 8 kVA fino a qualche MVA . I generatori diesel possono essere sia a 3.000 giri / minuto ( RPM ) che a 1.500 giri al minuto. Oltre a una certa potenza ( circa 20 kVA ) sono quasi sempre a 1.500 giri , quindi particolarmente adatti per uso continuativo , ovvero anche 24 ore su 24 per parecchi giorni consecutivi . 
- motore a gas ( metano o gpl ) . I generatori a gas , almeno nelle versioni fino a qualche decina di kVA , sono una trasformazione dei generatori a benzina , esattamente come nelle autovetture . 
- motore esterno al gruppo elettrogeno stesso , come nel caso dei generatori a cardano. In questo caso il generatore è costituito principalmente dall'alternatore e dal quadro di distribuzione , mentre si utilizza come motore quello di un trattore agricolo e l'accoppiamento motore / alternatore avviene appunto tramite il giunto a cardano , da cui la denominazione. Un sinonimo di gruppo elettrogeno a cardano è , appunto per il particolare utilizzo limitato spesso al settore agricolo , quello di gruppi elettrogeni agricoli.

Quanto rumore fa un generatore? Gruppi elettrogeni aperti , cofanati , silenziati , supersilenziati e in container

Dopo aver scelto la giusta potenza in base al carico da alimentare , un altro aspetto molto importante da considerare nella scelta del generatore adatto alle vostre esigenze è il rumore emesso , che dipende molto dal tipo di realizzazione del gruppo elettrogeno. I generatori si dividono infatti in :

- gruppi elettrogeni aperti : un generatore si dice aperto quando le sue parti elettriche e meccaniche ( motore , alternatore , serbatoio carburante , quadro di comando e relativi collegamenti ) sono completamente in vista . Questa realizzazione ovviamente non garantisce né protezione meccanicaabbattimento del rumore. La macchina va quindi installata in ambienti compatibili col suo basso grado IP di protezione meccanica : al riparo dalle intemperie , da getti d'acqua , da umidità e dall'accesso di personale non esperto. Analogamente l'ambiente di installazione di un gruppo elettrogeno aperto deve essere tale da tollerare elevate emissioni di rumore , quindi spesso si limitano ad utilizzi industriali ed agricoli.

- gruppi elettrogeni cofanati : il primo accorgimento che si utilizza per silenziare un generatore ed aumentare il suo grado di protezione meccanica è racchiudere le parti interne in un cofano metallico , solitamente realizzato in lamiera d'acciaio. E' la cofanatura a dare al generatore il classico aspetto di parallelepipedo : il cofano ha poi diversi punti di accessibilità per il quadro elettrico e i comandi , per le prese elettriche e il rabbocco del carburante. Inoltre di solito è disponibile un ampio vano per i manutentori che così possono accedere a tutte le parti interne della macchina.

- gruppi elettrogeni silenziati e supersilenziati : da quanto detto al punto precedente è evidente che un generatore cofanato è già un generatore silenziato , in quanto la cofanatura abbatte le emissioni rumorose. Questo non è però l'unico accorgimento , quando vengono prese misure aggiuntive che riducono ulteriormente il rumore si parla di gruppi super silenziati : un esempio di questi accorgimenti è la marmitta residenziale.

Di quanto si riesce ad abbattere il rumore con questi accorgimenti ? Per spiegarlo dobbiamo fare un excursus sull'unità di misura della rumorosità che solitamente è il dB(A) , che è un po' differente dal "classico" dB ( Decibel ). Il dB(A) è un livello equivalente di rumore ottenuto pesando in modo maggiore o minore le componenti di rumore ad alta frequenza ( rumori acuti ) e bassa frequenza ( rumori gravi ) per tenere conto della diversa sensibilità a questi rumori da parte dell'orecchio umano.

Il dato che viene quasi sempre riportato nella scheda tecnica del generatore è quindi il livello dB(A) misurato a 7 mt di distanza dal gruppo elettrogeno. In ambienti di lavoro i livelli di rumore oltre i quali vanno prese misure contro i rischi da danni uditivi sono superiori a 75 dBA. Pur senza scendere in definizioni rigorose , possiamo dire che generatori con emissioni sotto questa soglia possono dirsi silenziati , mentre se scendono anche sotto i 70 dBA si possono dire super-silenziati ( bisogna tenere presente che dB e dBA sono unità di misure logaritmiche , quindi anche pochi DB in meno significano una rumorosità significativamente abbattuta ).

- gruppi elettrogeni in container : nei generatori di grossa potenza ( dell'ordine di grandezza del MegaWatt ) il cofano viene generalmente sostituito da veri e propri container , spesso interamente accessibili dagli operatori della manutenzione.

Se non hai trovato la risposta che cercavi o vuoi approfondire , ti consigliamo di consultare le FAQ ( Domande frequenti ) poste al nostro servizio clienti  

Quanto costa noleggiare un gruppo elettrogeno? Come si determina il prezzo

Quanto costa noleggiare un gruppo elettrogeno ? E' la domanda fondamentale viene posta al momento di richiedere un preventivo. La risposta non è però così banale , perché la risposta dipende essenzialmente da alcune esigenze che il cliente deve  specificare al momento di richiedere il preventivo , quali :

1) Taglia o potenza del generatore da noleggiare . Il primo fattore è indubbiamente la potenza del gruppo elettrogeno , che determina quale generatore andrete a richiedere e che dipende dal carico da alimentare . Alcune informazioni su come scegliere il gruppo elettrogeno in base al carico potete trovarle qui . Taglie tipiche per i gruppi elettrogeni trifase sono : 7,5 kVA , 10 kVA , 15 kVA , 20 kVA , 30kVA , 50kVA , 60kVA , 100kVA , 150kVA , 200kVA , 250kVA , 300kVA , 500kVA , 600kVA , 750kVA , 1000kVA ( 1MVA ) e 1250kVA ( 1,25 MVA ). Generatori di taglie ancora più grandi sono più difficili da reperire a noleggio e spesso si richiede l'acquisto di macchine su misura.

2) durata del noleggio in giorni : una volta determinata la taglia il costo giornaliero dipende in seconda istanza dal numero di giorni per cui si richiede il generatore. Le fasce di prezzo variano più meno nei seguenti range , inutile dire che il prezzo del noleggio cala all'aumentare del numero di giorni di utilizzo) :

2a) noleggio per meno di tre giorni ( a spot o a brevissimo termine )

2c) noleggio fino a 15 giorni

2d) noleggio da 15 a 30 giorni

2e) noleggio da 30 a 60 giorni

2f) noleggio oltre 60 giorni ( a lungo termine ). 

3) utilizzo giornaliero del gruppo elettrogeno. Poiché la variabile che determina il costo del noleggio è essenzialmente l'usura della macchina , un altro parametro importante è il numero di ore quotidiane per le quali il generatore è impiegato. Le fasce di utilizzo sono solitamente le seguenti :

3a) utilizzo da 0 a 8 ore al giorno

3b) utilizzo da 8 a 16 ore al giorno

3c) utilizzo da 16 a 24 ore al giorno

3d) utilizzo in emergenzaPer approfondire cosa si intenda l'impiego di un gruppo elettrogeno in emergenza rimandiamo a questa pagina , in sostanza questo impiego corrisponde ad una media di meno di un'ora al giorno.

Al punto 3) si ricollega una domanda che viene spesso posta  : si pagano solo i giorni lavorativi o anche quelli festivi ? Molto spesso il noleggiante non è in grado di verificare se il mezzo dato a noleggio viene utilizzato anche di sabato e domenica , quello che viene verificato al momento della riconsegna è il numero complessivo di ore di utilizzo indicato sul contaore. Pertanto , ipotizzando ad esempio che il cliente utilizzi la macchina per 9 ore al giorno per 30 giorni , esclusi sabato e domenica. Questo contribuirà a far scendere la media nella fascia di utilizzo 0-8h in luogo della fascia 8-16h e in questo modo il riposo festivo della macchina si tradurrà comunque in un risparmio sul prezzo del noleggio.

Se non hai trovato la risposta che cercavi o vuoi approfondire , ti consigliamo di consultare le FAQ ( Domande frequenti ) poste al nostro servizio clienti  

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Gruppi Elettrogeni in servizio continuo , in emergenza o in parallelo

Un altro aspetto importante da considerare , quando ci si accinge a noleggiare o acquistare un gruppo elettrogeno è il tipo di carico che andremo ad alimentare in base alla continuità di servizio.

1) Se il generatore andrà ad alimentare direttamente un'utenza , in alternativa alla rete elettrica , si dice che il Gruppo Elettrogeno lavorerà in servizio continuo. Alcuni casi di carichi che possono richiedere un generatore in servizio continuo sono :

- l'alimentazione di utenze poste in luoghi non raggiunti alla rete elettrica ( esempio : ripetitori radio , baite in montagna , ecc )
- l'alimentazione di carichi temporanei o di nuova installazione di potenza eccedente la potenza disponibile della rete elettrica ( esempio : nuove macchine industriali o motori elettrici particolarmente grandi )
- sospensione del servizio della rete elettrica per qualsiasi motivo ( cambio gestore , contenziosi , ecc )

2) Se il generatore dovrà funzionare in soccorso alla rete elettrica , intervenendo solo quando questa viene a mancare , si parlerà di Gruppo Elettrogeno in servizio di Emergenza o più semplicemente Gruppo Elettrogeno in emergenza.

In questo caso si dovrà tenere conto di due aspetti molto importanti , entrambi legati al tempo di commutazione dalla rete elettrica al generatore :

- se il carico è in grado di tollerare l'assenza di alimentazione dell'ordine da qualche minuto a qualche ora , si potrà optare per la commutazione manuale , ovvero la commutazione sarà effettuata manualmente da un operatore agendo su un commutatore posto in un quadro di scambio manuale

- se il carico è così prioritario da non poter consentire buchi di alimentazione dell'ordine dei minuti , sarà necessario prevedere un quadro di commutazione automatica che , come dice il nome stesso , commuti automaticamente dalla rete elettrica al generatore . Anche in questo caso è comunque il caso di far notare che si tratta di una commutazione elettromeccanica , che presenta comunque tempi di commutazione che vanno dal secondo alle frazioni di secondo. Qualora si preveda l'alimentazione di sistemi elettronici che non tollerano questi tempi di interruzione , andrà previsto apposito gruppo di continuità UPS a monte del quale avverrà la commutazione fra rete e gruppo elettrogeno.

2) Se infine il carico da alimentare è così fondamentale da non poter in alcun modo tollerare la possibilità dell'assenza sia della rete elettrica che del gruppo elettrogeno ( pensiamo al caso degli ospedali o di grandi concerti e manifestazioni sportive che coinvolgono decine di migliaia di persone ) , sarà bene prevedere un ulteriore generatore in emergenza da collegare in parallelo al gruppo elettrogeno stesso.

Se non hai trovato la risposta che cercavi o vuoi approfondire , ti consigliamo di consultare le FAQ ( Domande frequenti ) poste al nostro servizio clienti  

Potenza Attiva ( kW ) , Potenza Apparente ( kVA ) e fattore di potenza

Le varie potenze che le norme definiscono per classificare i gruppi elettrogeni ( COP , PRP , LTP ) si misurano in kVA ( kilovoltampère ) perché in elettrotecnica sono degli esempi di potenza apparente.

La potenza apparente è uno dei parametri più importanti da considerare quando ci si appresta a scegliere un generatore elettrico , perché rappresenta la potenza che il generatore erogherebbe se il carico avesse un fattore di potenza pari ad 1.

Il fattore di potenza o cos-fi dipende dal carico connesso al generatore e tende tanto più ad 1 quanto più il carico è di tipo resistivo. In caso di carichi con forti componenti reattive ( è il caso ad esempio dei motori elettrici o di macchine industriali che fanno massiccio utilizzo di motori elettrici ) , il fattore di potenza può assumere anche valori molto inferiori all'unità , come 0.8 , 0.7 o addirittura 0.6

Moltiplicando la potenza apparente per il fattore di potenza si ottiene la potenza attiva , che è quella effettivamente utilizzata dal carico per essere trasformata in potenza meccanica ( esempio :  impianti di forza motrice ) o in calore per effetto joule ( esempio : impianti di illuminazione ) e che si misura in kW ( kilowatt ).

E' importante conoscere questi dati al momento della scelta di un gruppo elettrogeno , per evitare di incorrere nella spiacevole situazione di trovarsi con un generatore che non è in grado di  erogare la potenza necessaria.

Facciamo due esempi , supponendo di dover alimentare in entrambi i casi un'utenza che presenta una potenza attiva di 100kW . Se l'utenza è prevalentemente di tipo resistivo , con un fattore di potenza cos-fi pari a 0,9 , un gruppo elettrogeno da 120kVA è più che sufficiente in quanto 120*0,9=108 kW con un sufficiente margine di 8kW sulla potenza massima .

Se invece l'utenza di 100kW è costituita da un motore elettrico o da un macchinario industriale che impiega molti motori elettrici ed ha , ipotizziamo , un fattore di potenza di 0.7 il gruppo elettrogeno da 120kW non sarà più sufficiente in quanto 120*0,7=84kW .

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